Tarassaco: disintossicarsi in maniera naturale
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Tarassaco: disintossicarsi in maniera naturale In evidenza

Nome latino: Taraxacum officinale Weber
Famiglia: Compositae (Asteraceae)
Dove si trova: è comune in tutta Italia nei prati, nei luoghi erbosi, negli incolti.
Parti utilizzate: la parte con maggiori proprietà terapeutiche è il rizoma, che si raccoglie in settembre-ottobre o in febbraio, prima che la pianta fiorisca. Si essicca al sole e si conserva in vasi di vetro.
In erboristeria molto utilizzate sono anche le foglie giovani (prima che si formino i fiori e i fusti) e i boccioli ancora chiusi.
Raccolta: da fine febbraio ai primi giorni di aprile (le foglie), aprile (boccioli fiorali).
Un po' di storia: il tarassaco è originario dell’Europa e dell’Asia. Dal XVI secolo in poi s’impose come “droga” ufficiale presso tutti i farmacisti, che la indicano con il nome di Herba taraxacom o Herba urinaria.

Proprietà

Conosciuto anche come dente di leone e soffione, il tarassaco ha proprietà digestive, diuretiche, depurative, lassative, coleretiche e colagoghe (cioè stimola la secrezione della bile e il suo deflusso nell'intestino), antireumatiche, stimolanti dell'appetito.


L'effetto depurativo e vitaminizzante è dato sia dal rizoma che dalle foglie. Ha effetti benefici soprattutto sul fegato.
Il tarassaco è poco utilizzato per uso esterno, ma grazie alle sue proprietà depuratrici dell'intero organismo, agisce anche a livello cosmetico perché la sua azione detossicante rende la pelle fresca e luminosa.
L'infuso di fiori, invece, viene usato per schiarire le efelidi.


Mangiare tutti i giorni gli steli freschi (vanno lavati con l'infiorescenza ancora attaccata, l'infiorescenza poi si toglie e  si mangiano gli steli masticando lentamente) è un toccasana per il fegato, aiutano in caso di diabete (bisogna mangiarne fino a 10 steli al giorno) e sono un ricostituente in caso di svogliatezza e affaticamento (la cura andrebbe fatta per almeno 15 giorni).
Inoltre gli steli riescono a sciogliere i calcoli biliari e stimolano l'attività del fegato e della colecisti.

In cucina

I boccioli dei fiori si possono mettere sott'aceto come i capperi.
Le foglie giovani, specialmente crude in insalata, sono ottime per depurarsi.  
Con tutta la pianta si può preparare un'ottima e sostanziosa insalata mescolata con patate e uova sode.
Le radici tostate vengono utilizzate come surrogato del caffè.
La radice può essere lessata e condita con olio extravergine di oliva.
Si possono usare le foglie e i fiori per sane zuppe (ottimo è il tarassaco con le fave) o per gustosi erbazzoni (torte salate).

Preparazioni

Tisana: si lascia riposare per una notte un cucchiaino colmo di radici di Tarassaco in 1/4 di litro d'acqua. Il giorno dopo si porta a bollore e si filtra. La tisana va presa mezz'ora prima e mezz'ora dopo la colazione.
Insalata: foglie e steli freschi e crudi.
Steli: vanno masticati lentamente e mangiati ogni giorno da 5 a 10 steli crudi e freschi.

Nota bene: il tarassaco è un'erba spontanea e potrebbe non essere tollerata da tutti.
Secondo alcuni è poco indicato per chi soffre di reflusso gastroesofageo, gastrite o ulcera peptica. Se si prendono farmaci che già hanno un'azione dannosa nei confronti della parete gastrica sarebbe meglio evitare di mangiare il tarassaco.
Se si è allergici alla famiglia delle Asteracee (il tarassaco ne fa parte) è normale che non è il caso di mangiarlo.

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