La spesa di aprile: dai campi alla tavola
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La spesa di aprile: dai campi alla tavola

Con aprile assistiamo all'esplosione della primavera.
Ancora non è chiaro da dove derivi il nome di questo mese.
Secondo alcuni deriva dal greco "aphros", “spuma” e sarebbe il mese dedicato ad Afrodite (Venere per i Romani) madre di Enea e antenata di Romolo. Secondo la mitologia greca, infatti, Afrodite nasce dalla spuma del mare.
Fu Romolo, che credeva di discendere da Marte e da Venere, a voler dedicare il mese alla sua antenata. Un mese per lui importante perché il 21 aprile del 753 a.C. fondò Roma.

Secondo altre teorie meno affascinanti, invece, il nome deriverebbe dal latino "aperire", "aprire", indicando con ciò il mese in cui si "schiudono" piante e fiori e c'è il risveglio della natura.

Proverbio del mese: “Sbadigliando arriva aprile e nulla val quanto il dormire”.
Ciò perché in questo periodo molti di noi accusano la sindrome della stanchezza primaverile, che deriva dalla necessità del nostro organismo di adattarsi agli sbalzi climatici tipici del cambio di stagione.

In questo periodo abbondano le erbe di campo: a marzo abbiamo trovato il tarassaco, che aiuta il nostro organismo a depurarsi da tutte le scorie e ad aprile troviamo l'equiseto, per fare il pieno di sali minerali.
Ad aprile troviamo ancora sui banchi dei nostri fruttivendoli alcuni prodotti di cui già conosciamo le proprietà come carciofi, agretti, asparagi o finocchi e altri che scopriremo, come le fave, le patate novelle e le carote.

Patate novelle
Carote
Fave
Equiseto

Patate novelle

Rispetto alle patate a lunga conservazione, le novelle contengono meno amido e sono più ricche di vitamina C, selenio e zinco (due minerali che rinforzano il sistema immunitario e muscolare).

Consumate lesse o al forno sono utili a chi soffre di ipertensione e sono un ottimo rimedio anche per le donne in gravidanza, sia per i sali minerali presenti sia per le loro proprietà antinausea.

Le patate furono introdotte in Europa nella seconda metà del '500, ma bisogna aspettare fino a metà '800 per vederne una vera diffusione.
In Italia furono introdotte dai Padri Carmelitani Scalzi che ne insegnarono la coltivazione e la raccolta, oltre all'uso in cucina.

Le patate migliori sono le patate novelle, anche perché nelle patate "vecchie" aumentano i livelli di solanina, un alcaloide considerato potenzialmente tossico e presente in maggiori quantità nella buccia e nelle patate germogliate o con macchie verdi.

Combattono la ritenzione idrica grazie al loro contenuto di potassio e svolgono un’azione calmante sui bruciori di stomaco.
Le patate novelle sono un cibo antinvecchiamento, in quanto molto ricche di selenio e vitamina C.

Dal punto di vista nutrizionale hanno un alto contenuto in carboidrati, presenti principalmente sotto forma di amidi. Per questo sono un adeguato sostituto di pane e pasta. I diabetici le devono invece utilizzare con parsimonia e preferire sempre quelle novelle.

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Carote

La carota ha origine in Asia e ne esistono molte varietà che noi non conosciamo perché non arrivano nei nostri mercati.
Siamo abituati alla varietà arancione, ma pochi sanno che è stata creata nei Paesi Bassi agli inizi del '700, in onore della famiglia degli Orange, che a quel tempo regnava in quelle zone.

La carota si può consumare cruda, in insalata, sotto forma di succo, oppure cotta.
Conserva anche dopo la cottura il betacarotene che l'organismo trasforma in vitamina A.
Per questo motivo si dice sempre che le carote fanno bene alla vista e sono indicate per i problemi dell'occhio, come la cataratta.

Mangiare carote è particolarmente utile per chi ha la pelle sensibile e disidratata o soffre di acne e pelle grassa, grazie alle sue proprietà normalizzanti e idratanti.
Le carote sono anche ricche di vitamine B1, B2 e C, zuccheri direttamente assimilabili, sali minerali e hanno proprietà diuretiche.

Grazie alle loro proprietà antiossidanti aiutano nella prevenzione del cancro e svolgono un'azione protettiva nei confronti delle arterie, oltre a fortificare il sistema immunitario.
Come altri alimenti, l'ideale sarebbe mangiarle crude, con la buccia o sotto forma di centrifugato.

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Fave

Sembra che le fave fossero diffuse già nell'età del bronzo e nell'antica penisola ellenica erano circondate da un alone di superstizione poiché si credeva che ospitassero le anime dei morti.
Ma al di là di queste antiche credenze sappiamo tutti che le fave sono un alimento gustoso e salutare che non può mancare sulle nostre tavole.
Di sicuro non mancavano mai sulle tavole dei poveri sia per il loro elevato contenuto proteico, sia per il prezzo economico, sia per la facilità di coltivazione e diffusione.

Sono ricche di fibre, proteine vegetali, vitamine del gruppo B, ferro e fosforo.
Sono energizzanti, depurative e toniche.

Aiutano a regolarizzare l'intestino e a mantenere sana la nostra pelle.
Sono adatte agli sportivi, ai bambini, alle future mamme e agli anziani, grazie al loro contenuto di acido folico e ferro e hanno un basso indice glicemico, che le rende adatte per i diabetici.

Le fave diventano pericolose nel caso in cui si soffra di favismo, una malattia genetica ereditaria causata dalla mancanza dell'enzima glucosio-6-fosfato-deidrogenasi (G6PD).

In cucina sono eclettiche: creano gustose zuppe (ottima è l'accoppiata tarassaco e fave), sono ottime anche nei primi piatti (con pancetta e pecorino), creano favolose vignarole (in padella con carciofi, piselli, cipollotti e mentuccia romana), sono eccezionali “a crudo” con i tocchi di pecorino (si sbucciano le fave e si mangiano insieme al pecorino. Provatele!) e per pesti veloci (Pesto con spinaci, fave e noci: energia per il corpo).

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Equiseto

L'equiseto, noto anche come “coda cavallina”, è ricco di principi amari e sali minerali.
Grazie al suo elevato contenuto di salice e sali di potassio svolge un’importante funzione remineralizzante per l’intero organismo.

Il suo contenuto di acido salicilico contribuisce ad aumentare l’elasticità dei tessuti e la ricostruzione dello scheletro, rendendosi utile nella cura di fratture ossee e svolgendo anche un’ottima azione cicatrizzante e astringente.
Possiede particolari proprietà emopoietiche, cioè è in grado di stimolare la produzione di globuli rossi e bianchi, assai utili in caso di infezioni e malattie in corso.

È un efficacissimo diuretico e depurativo e ha un'azione antiemorragica (per emorragie da ulcere, emorroidali, uterine, da ciclo abbondante, ferite).

Il succo spremuto della pianta fresca guarisce le ferite e le piaghe.

Essiccato può essere usato per aromatizzare i cibi, mentre cotto può essere mangiato come contorno o impanato e fritto.

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